Regolamento Privacy europeo: cancellazione sicura

Regolamento Privacy europeo: cancellazione sicura

Cosa accade al provvedimento del Garante del 13 ottobre del 2008

Una cosa sa chi si occupa di Privacy: l’esigenza di tutelare l’individuo e tutti i dati che lo riguardano,  è la fonte ispiratrice del nuovo Regolamento Europeo sulla tutela dei dati, quindi aumentare la sicurezza delle reti delle organizzazioni e la protezione dei dati personali.

Uno dei problemi, seri,  è trovare un modo per gestire le informazioni in modo efficiente e responsabile; siano informazioni in mano alla Pubblica Amministrazione, di tipo governativo di alto profilo o dati della carta di credito di un’acquirente YAHOO, all’onore delle cronache anche in questi giorni, la rete è piena di dati confidenziali il cui volume cresce di giorno in giorno.

Siamo nell’epoca del BIG DATA  – termine usato per descrivere una raccolta di dati così estesa in termini di volume, velocità e varietà da richiedere tecnologie e metodi analitici specifici per l’estrazione di valore.[1] – e non ci sono segnali di cambi di rotta, anzi: ogni momento che passa ne vengono prodotti di nuovi tanto che la gestione, la raccolta e l’archiviazione nell’attività imprenditoriale è molto complessa  sia per la mole dei dati ma anche s sopratutto,  per tipo.

Nel passato, i dati sia fisici che informatici, erano di norma strutturati o archiviati in modo ordinato in un database, questo era possibile in quanto non esisteva una rete connessa a livello globale e le informazioni erano depositate fisicamente in un archivio o salvate digitalmente su dischi.

Dati non strutturati e moltitudine di device

Nell’era digitale questo sistema è scomparso e la crescente interazione digitale ha prodotto un’esplosione di dati non strutturati. Il proliferare dei device – dagli smartphone ai Tablet a televisori e apparati e elettrodomestici vari – che sono, tutti, in grado di raccogliere e trasmettere dati assieme a videosorveglianze e altro contribuiscono alla produzione di volumi di dati enorme e complessa da richiedere l’adozione di un nuovo approccio per l’archiviazione, la protezione dei dati individuali o anche, come sottolinea il nuovo Regolamento Europeo nel sancire il diritto all’oblio, alla loro eliminazione,  nel momento in cuivenga richiesta la loro cancellazione da parte dell’interessato.

Diritto all’oblio e cancellazione sicura

Il Regolamento Generale per la Protezione dei Dati (GDPR), che è entrata in vigore nell’aprile di quest’anno e tutte le organizzazioni operanti all’interno dell’UE o che hanno rapporti con società degli stati membri dovranno conformarsi alle nuove regole entro il 25 maggio 2018, consolida  infatti il diritto degli individui alla cancellazione e all’oblio, dei dati che li riguardino .

Vi sono diverse novità, rispetto alle legislazione vigente, tra cui il fatto che le organizzazioni sia pubbliche o private, dovranno provare che i dati non più in uso o, ad esempio contenuti in device dismessi – telefoni, computer, Tablet, siano stati eliminati in modo sicuro in osservanza dei nuovi criteri e dimostrare di essere integralmente responsabili del monitoraggio, revisione e verifica delle procedure di elaborazione.

È necessario quindi che le aziende e le pubbliche amministrazioni  prendano  coscienza di questa nuova responsabilità  –  visti gli alti costi coinvolti in caso di non conformità: le sanzioni sono molto severe, fino a 20 milioni di Euro o il 4% del fatturato globale in casi gravi.

Quindi relativamente ai procedimenti di cancellazione sicura è necessario cogliere appieno l’impegno richiesto ed i rischi coinvolti nella raccolta di grossi volumi di informazioni, oltre alle possibili conseguenze di una falla di sicurezza, nonché alle sanzioni, come già visto.

Ora che le sanzioni in caso di non applicazione di queste norme UE sono diventate più severe, come possono le  imprese accertarsi di eliminare in modo sicuro dati che non gli è più permesso detenere?
Richiedi informazioni sul nostro servizio di cancellazione sicura.

 

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