Privacy: nei primi 6 mesi del 2014 2,5 mln di sanzioni dal Garante

Privacy: nei primi 6 mesi del 2014 2,5 mln di sanzioni dal Garante

Questo è, in buona sostanza, quanto emerge dall’attività ispettiva portata avanti dal Garante della Privacy nel primo semestre del 2014, oltre che a 24 segnalzioni all’autorità giudiziaria.

In buona sostanza si evince che sia le amminisrtazione che le aziende ed i professionisti non tengono ancora in sufficiente conto la sicurezza dei dati dei loro utenti e clienti. Le ispezioni portate avanti anche grazie all’intervento del Nucleo Speciale Privacy della Guardia di Finanza hanno portato a varie segnalazioni e sanzioni, come possiamo leggere su un articolo pubblicato recentemente – 17/9/2014-  su “La Stampa”.  Per i più pigri riporto qui sotto uno stralcio per darvi immediatamente il sentore di quanto accadto e delle prossime probabili mosse del Garante della Privacy, a tutela dei dati personali detenuti e trattati a vario titolo da terzi, siano essi enti, aziende o professionisti.

Tra le ipotesi di reato segnalate alla magistratura, prevalgono casi di mancata adozione delle misure minime di sicurezza e violazioni dello Statuto dei lavoratori. Varato anche il piano ispettivo per il secondo semestre 2014 che prevede sia la prosecuzione dei controlli gia’ avviati sia l’individuazione di nuovi ambiti di intervento. L’attenzione del Garante si accentrerà, in particolare, sui trattamenti di dati effettuati da medici di base, pediatri, istituti bancari, società di recupero crediti, sulle Pa che mettono a disposizione degli utenti l’accesso a Internet tramite reti wi-fi gratuite, sull’adozione delle misure di sicurezza a protezione dei dati sensibili trattati da soggetti pubblici e privati.

Questo dovrebbe far capire a chiunque che , a vario titolo, tratti i dati di terzi durante la propria attività che è tempo di prestare maggiore attenzione alla legislazione relativa alla privacy e alla tutela del “dato” per almeno due valide ragioni:

– chiunque di noi è “il cliente”, o meglio colui i cui dati vengono presi e trattati,  almeno una volta al giorno;
– i controlli e le relative sanzioni, per non aver applicato e redatto dei Piani di Privacy aziendali sono di ben lunga più pesanti degli investimenti per regolarizzare la propria struttura.

Fonti:
Garante Privacy
La Stampa

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