Come proteggere le nostre Password.

Come proteggere le nostre Password.

Dobbiamo essere sinceri con noi stessi: oramai la questione di come difendere la nostra identità digitale e tutti gli accessi ai vari servizi che utilizziamo giornalmente in rete, sia essa internet o una LAN, inizia a essere un problema per molti di noi. E questo già se la valutiamo da semplici “privati”. ancor più pressante perché regolamentato da varie leggi prima tra tutte quella sulla privacy che tra l’altro sta per divenire più stringente per la sempre più vicina approvazione del regolamento europeo, se invece siamo liberi professionisti o un’azienda.

Il fatto di non conservare in sicurezza le nostre password o peggio, farci “bucare” un account o una cartella piena di dati, facendoceli in buona sostanza carpire, oltre a provocarci un danno diretto sia economico che di credibilità nei confronti dei nostri clienti o fornitori, può far sì che si venga sanzionati con salatissime multe per non aver “tutelato il dato”. Quindi i rischi che corriamo nel caso in cui non si provveda a proteggere i propri dati sono reali e si rivelano, solitamente, anche esosi.

Quindi partiamo dalla base: dove e come conservare tutti i dati di accesso, utente e password in buona sostanza, dei nostri account? Non addentrandoci in quanto dice la normativa sulla privacy. che impone specifici comportamenti sia per la conservazione che per il recupero delle credenziali, ragioniamo per il momento solo degli strumenti più o meno adatti alla conservazione.

Esistono sostanzialmente 3 grandi famiglie per la conservazione delle proprie credenziali d’accesso:
Password Manager, e cioè programmi che possono essere cloud quindi residenti in internet, integrati nel browser o installati sui vostri apparati, siano essi PC, Tablet o smartphone.
Conservazione digitale, tramite fogli elettronici, siano essi Word, Excell o di qualsiasi altro tipo
ed in ultimo ma non ultimo la bassa tecnologia, quindi il classico libricino in cui vengono appuntati nomi utenti e password, senza appuntarli in alcun altro posto.

Bene, da persona e professionista che si occupa di Data Protection Office vi garantisco, senza alcun timore di smentita che quest’ultimo, e cioè la vecchia e cara agenda a Rubrica in cui appuntare i vari dati di accesso, avendo cura di scrivere le password a matita per poterle modificare agevolmente quando le si cambia, se conservata in un cassetto chiuso a chiave o ancor meglio in cassaforte è il metodo più sicuro e anche quello richiesto, con qualche accortezza in più, dalle normative sulla privacy.

Insomma, la miglior maniera per non farsi trafugare i vostri dati di accesso, è NON memorizzarli mai tramite in qualsiasi password manager, NON scriverle mai in un foglio elettronico che poi conserverete sul vostro PC e/o apparato metodi sia il primo che il secondo che obbligano a memorizzare su e tramite banchi di memoria digitale e quindi “non privati” e per definizione “atti ad essere trafugati”, ma utilizzare quella che abbiamo denominato bassa tecnologia o metodo analogico: appuntare su una rubrica, suddividendo alfabeticamente e per accesso i vostri account e conservare la stessa in un luogo sicuro e noto solo a voi, possibilmente chiuso a chiave.

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