REGOLAMENTO EUROPEO PRIVACY

linee-guida-definitive

REGOLAMENTO EUROPEO PRIVACY

Nel nostro ambiente oramai se ne parla da mesi e pare proprio che siamo in dirittura d’arrivo. La differenza sostanziale tra la normativa in vigore oggi e la nuova è sostanziale.
Ma non voglio addentrarmi in pindariche considerazioni, preferisco riportare quasi integralmente un bell’articolo di MONICA GOBBATO, titolare dell’omonimo studio legale, Avvocato, Mediatore Civile e Commerciale. Specializzata nella consulenza legale su Privacy e Sicurezza dei Sistemi Informativi con particolare riferimento a settori quali: gioco on line, produttivo, finanziario, sanitario, farmaceutico ed informatico.

Che ci piaccia o meno e nonostante l’opposizione di diverse categorie la Commissione Europea sta lavorando alacremente alla riforma delle disposizioni attualmente in vigore (la c.d. Direttiva Madre 95/46/CE) per introdurre il nuovo Regolamento Europeo sulla protezione dei dati, che entrerà in vigore in 28 stati membri UE, e che e’ ormai in bozza dal 25 gennaio 2012.
Ma anche i lobbisti, ha detto il Commissario Ue alla Giustizia, Viviane Reding, “non hanno più argomenti”.

È giunto, quindi, il momento di trovare un accordo e di rendere l’Europa il luogo in cui i dati siano al sicuro.
La posta in gioco è molto alta: lo si è detto più volte che le informazioni sono la moneta di scambio dell’economia digitale. Solo quelli dei cittadini europei nel 2011 hanno toccato un valore di 315 miliardi di euro e il potenziale di crescita è enorme.
L’approvazione del Regolamento europeo sulla protezione dei dati è sempre piu’ una priorità, specialmente perchè l’iter deve essere portato a completamento prima della fine del mandato dell’attuale parlamento, che andrà a scadere a giugno 2014.
Tra le numerose novità si ricorda l’applicazione mondiale del Regolamento Europeo nel senso che anche le aziende non europee, quando offrono servizi ai consumatori europei, applichino la legge europea dal momento della raccolta a quello della cancellazione dei dati e come ha spiegato la Reding “le aziende che non si adegueranno, saranno passibili di multe fino al 2% del fatturato annuale.”
Altre novità riguardano l’introduzione del principio di responsabilità, l’obbligo del Privacy Officer quando si trattino più’ di 500 interessati, la notifica delle violazioni di sicurezza e la privacy by design e by default. Ma le novità sono tante, molte di più.

La questione è quindi vicina ad una svolta, come potete ben vedere, sicuramente le novità saranno molte ed importanti. Ed ormai siamo in dirittura d’arrivo.

Condividi questo post

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *